Corpo, identità e libertà: le voci dei partecipanti

Un progetto Erasmus+ non si misura soltanto nelle attività realizzate, nei workshop o nelle giornate trascorse insieme. A volte, il suo impatto più importante si scopre dopo, quando ciò che abbiamo vissuto continua a trasformare il nostro modo di guardare noi stessi, gli altri e il mondo.

È quello che emerge dalle testimonianze di Marta Ruszczyńska-Zielińska e Şule İlğör Namlı, partecipanti al Training Course “Body Image and Self-Esteem: How to Help Young People Accept Themselves and Their Bodies”, organizzato da Move2Europe a Pietrelcina.

Per Marta, il progetto è stato soprattutto uno spazio di riflessione sulla possibilità di accettare il proprio corpo, riconoscere le proprie emozioni e sentirsi liberi di esprimersi.

Il lavoro sull’immagine corporea, infatti, non riguarda soltanto l’aspetto fisico. Significa interrogarsi sulle aspettative sociali, sugli stereotipi, sulle relazioni e sul modo in cui impariamo a guardare noi stessi.

“What do I see? What do I feel? What do I recognize? What do I want to express?”

Sono domande semplici, ma capaci di aprire uno spazio importante di consapevolezza.

Per Şule, invece, uno dei momenti più significativi dell’esperienza è stato presentare il proprio lavoro davanti a un pubblico internazionale, confrontarsi con gli altri partecipanti e ricevere nuovi punti di vista.

Il confronto interculturale le ha permesso di comprendere quanto le difficoltà legate all’immagine corporea e alle aspettative sociali siano presenti tra i giovani in contesti diversi, ma anche quanto sia importante condividere strumenti, metodologie e prospettive per affrontarle.

L’esperienza a Pietrelcina ha quindi rappresentato molto più di una settimana di formazione.

È stato uno spazio in cui 14 partecipanti provenienti da diversi Paesi europei hanno potuto imparare, sperimentare, confrontarsi e costruire nuove relazioni attraverso l’educazione non formale.

Attraverso attività creative, riflessioni personali, lavoro di gruppo e confronto interculturale, il progetto ha messo al centro una domanda fondamentale:

Come possiamo aiutare i giovani a sentirsi più liberi di essere se stessi?

Per Move2Europe, lavorare sull’immagine corporea significa anche lavorare su inclusione, autostima, identità e partecipazione.

Perché accettare se stessi non significa smettere di cambiare.
Significa avere la possibilità di cambiare senza sentirsi sbagliati.

Ed è forse questo il segno più significativo lasciato da un’esperienza Erasmus+: quando le attività finiscono, le domande, gli incontri e le nuove prospettive continuano a vivere nelle persone. 🌱

Body Image & Self-Esteem è stato un viaggio condiviso verso una maggiore consapevolezza, ma anche un invito a continuare a creare, nei nostri contesti di vita e di lavoro, spazi in cui ogni persona possa sentirsi vista, rispettata e libera di essere se stessa.

Grazie a Marta, Şule e a tutte le persone che hanno condiviso questo percorso con noi.

 


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